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Anniversario. Il 9 marzo del 1989 moriva di Aids uno dei più controversi fotografi del ‘900. C’era ancora il Muro e Robert aveva solo 42 anni. Amico di Patti Smith, divenne lo sguardo «scultoreo» dell’underground di NY. Esteta raffinato e sempre scandaloso: dalle borchie sado maso all’arte «e degenerata» della lussuria, negli anni di Reagan.

Il muro di Berlino era ancora in piedi anche se Ronald Reagan stava riscaldando la guerra fredda facendo sudare gli orsi sovietici con una strategia che oggi potremmo definire Reagan Warming. L’economia si stava a poco a poco riprendendo dopo il collasso del 1987 e l’Aids portava avanti il suo massacro senza fare prigionieri. Il virus non guardava in faccia nessuno colpendo fra le stelle e dentro le stalle. Le vittime illustri scomparivano senza pietà nel fiore dei propri anni. Fra questi Robert Mapplethorpe, uno dei più famosi e controversi fotografi del ventesimo secolo che la signora con la falce andò a prendere venti anni fa il 9 marzo del 1989 in un ospedale di Boston.

Aveva appena 42 anni anche se nei suoi ultimi incredibili autoritratti ne dimostrava almeno venti in più divorato dalla malattia ma anche consumato da una vita eccessiva trangugiata come un bicchiere d’acqua da un naufrago appena ripescato dall’oceano. Nato da una famiglia cattolica di origini irlandesi a Queens nel 1946 aveva avuto modo di imparare fin da piccolo ad avere dimestichezza con il peccato. Già giovanissimo non aveva avuto problemi a sfidare le pene dell’inferno pur di conquistare il proprio piacere a costo anche di dover soffrire. Amico della cantante Patti Smith era entrato subito a far parte della cultura underground di New York in piena ebollizione agli inizi degli anni 70.

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