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FUSCO. Raccolti gli articoli sulla leggenda dei «figliastri di Francia». Un libro céliniano, «una umanità dura e disperata», la fucina di uno scrittore vero.

«Una specie di requiem, un memoriale, un’urgenza di ricordi» così recita la notizia che accompagna la pubblicazione per Sellerio dei quattro articoli di Gian Carlo Fusco usciti a puntate su Il Giorno nel 1961, riuniti sotto il titolo di La Legione Straniera (Sellerio, pp. 54, euro 9). Un rito sui generis ma di quali esequie? Quelle della leggenda dei «figliastri di Francia» (ma in realtà provenienti da tutto il mondo, primi tra tutti tedeschi e italiani), corpo militare d’elite (che ancora oggi resiste «da 65mila giorni come conteggia fiero il portale online della legione, dalla grafica grossolana come un menù per turisti, spartano ma sempre valido). rifugio peccatorum di una umanità varia, per motivi e nazionalità: «migliaia di Bernard, Muller,Bianchi, Martinez e Johansson sparirono, un giorno, dietro il muraglione del Fort Saint Nicolas, per uscirne trasformati in altrettanti Bibì»

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«Forse il sogno più dolce della mia vita fu quando Robert Louis Stevenson venne a chiedermi se potevo prestargli un po’ dei miei Urania». La casa editrice Einaudi propone in questi giorni, per la collana Arcipelago, il libro di Michele Mari intitolato Tu, sanguinosa infanzia (pp. 134, euro 13) precedentemente pubblicato da Mondadori nel 1997. Al contrario dell’itinerario standard dei libri che escono in libreria (vendere, sparire dallo scaffale, entrare nell’oblio, svanire dai cataloghi), in questi dodici anni, la raccolta di racconti di Mari ha percorso una strada inversa. È stata prima letta da pochi, poi studiata e amata da molti; ha fatto in tempo ad entrare nelle storie letterarie, e oggi viene riproposta, mostrando di avere la forza di quei pochissimi titoli in lotta per diventare dei classici.

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