Stai visualizzando l'archivio dei tag per il tag ‘Bonami’ .

Pierre Bonnard, model in back light
Pierre Bonnard è nato troppo tardi per essere un Impressionista e troppo presto per essere un Cubista. Non essere sincronizzato con questi due movimenti della storia dell’arte è stata forse la sua più grande fortuna, gli ha consentito di non essere divorato da un “ismo” qualsiasi, finendo succube di Monet o ancor peggio di Picasso. Bonnard ha lavorato quindi in santa pace senza diventare un gigante, ma rimanendo in perfetto equilibrio con la storia e il suo tempo. Una sorta di Cartier Bresson della pittura capace di cogliere l’attimo sulla tela e farlo diventare un momento eternamente e quotidianamente universale. Nella sua pittura, in particolare quella tarda, non c’è nessuna leziosità, nessuna indulgenza all’inutile dettaglio, ma sempre la concentrazione sull’atmosfera e lo spirito dello spazio in armonia con le persone. Bonnard è un Gauguin di campagna, la sua Tahiti era Le Cannet sulla riviera francese. Il suo sguardo spesso è angolare, mai veramente centrale, come se stesse sbirciando la realtà che lo circonda. Un maestro del poco, da riscoprire in un epoca devastata dal troppo.
VOTO 10
PIERRE BONNARD
The late interiors
Metropolitan Museum – New York
fino al 19 Aprile 2009

Domani su Ombra del Riformista
Manchester, da Dickens a Ferguson (di Antonello Guerrera)
Oltre i politici e i partiti, la Casta è lo Stato canaglia (di Alberto Mingardi)
l’Unità, ragazzi con la pistola (di Piero Sansonetti)
Mapplethorpe, pornografo rinascimentale (di Francesco Bonami)
Addio a Pinelli, fabbro di capolavori con Fellini e Flaiano (di Michele Anselmi)
Fulvia La Riformata di Fulvio Abbate
La Zona Cieca di Chiara Gamberale
Le strisce di Stefano Disegni
Sergei Sviatchenko, Saatchi Gallery
Domani su Ombra del Riformista
Il mezzo secolo di McEnroe, genio aristo-punk (di Andrea Cortellessa)
Il calvario di Leonardo David, primo idolo di Eluana (di Tommaso Labate)
Il rabbino Di Segni e la bioetica degli ebrei (di Francesca Bolino)
Charles Saatchi, il guru “usa e getta”, cerca talenti in tv (di Francesco Bonami)
David Frost, mica Santoro. L’infotainment al potere (di Andrea Romano)
Fulvia La Riformata di Fulvio Abbate
La Zona Cieca di Chiara Gamberale
Le strisce di Stefano Disegni



Commenti recenti